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LA METODOLOGIA DEL PRICE ACTION
DON’s TRADING PLAN – Versione 2.1
“Così semplice che potrebbe farlo anche una scimmia!”
PREFAZIONE TRADERSITE
Questo scritto è liberamente estratto e tradotto da noi, sulla base del trading plan originale elaborato da Don L Baker, trader statunitense, riconosciuto internazionalmente come uno dei massimi esperti della metodologia del price action. Il piano era costituito, in origine, da appunti disordinati che sono il frutto di scambi di mail tra i traders della community e che sono stati riuniti in una sorta di “digest” da David B Wyatt, per cercare di dare un filo logico a tutto il materiale.
Noi, ormai da alcuni anni, facciamo parte del forum e seguiamo quotidianamente gli insegnamenti di Don e degli altri trader esperti che costituiscono il suo team, i quali mettono a disposizione di quanti lo desiderano, la loro esperienza su questa particolare ed affascinante metodologia.
Pur riconoscendo, come anche evidenziato nel testo, che è necessaria una buone dose di applicazione e concentrazione, dobbiamo senz’altro concludere che il price action è un metodo consistente e robusto, perché basato semplicemente sull’analisi del prezzo.
Da parte nostra abbiamo fatto moltissimo paper trading su mercati futures come EMini, MiniNasdaq, Dax, Bund ed, effettivamente, rare sono state le giornate nelle quali abbiamo accumulato perdite.
Da qualche tempo siamo operativi con denaro reale.
La cosa che più ci ha colpito è stata quella di avere un metodo che ti pone in sintonia con il mercato, nella maniera più immediata possibile.
Per la nostra operatività abbiamo anche sviluppato, tramite Ninja Trader, un indicatore che calcola e plotta automaticamente i livelli di supporto e resistenza in maniera dinamica, ed è sorprendente verificare quante volte il mercato rispetti in maniera quasi perfetta tali livelli.
La piattaforma che utilizziamo (NinjaTrader) ed il nostro datafeed (ZenFire) ci permettono un’esecuzione degli ordini molto puntuale anche in situazioni di particolare volatilità.
L’handicap maggiore del price action è nella sua quasi impossibilità di backtest e di una dose di soggettività che ne fanno, comunque, un metodo discrezionale, tuttavia le regole sono relativamente rigide e, con la pratica, non è difficile farle proprie (anche per dei “fondamentalisti”del trading algoritmico come noi……).
Da qui nasce l’idea di condividere con tutti voi sia il metodo che le nostre esperienze reali, tramite dispense periodiche che possono essere scaricate dal sito, aprendo la discussione nel forum per tutti quanti fossero interessati ad approfondire questo tema.
INTRODUZIONE
Dedicato ai Day Traders:
Il mio nome è Don L Baker, ho cominciato a fare trading full time dal 1999 e part time dal 1992. Ho sviluppato il mio personale trading plan dopo averne provati moltissimi che non hanno funzionato per la mia maniera di fare trading. Quello che ho scoperto nel corso degli anni è che molti vogliono solamente venderti qualcosa che possa essere adatto al day trading, tuttavia non ho mai visto nessuno di questi mettere in pratica realmente il proprio trading plan.
Spero che la mia esperienza possa aiutare il lettore a trovare la propria metodologia, perché è necessario che ognuno organizzi il piano secondo la propria personalità.
Come si sa esistono migliaia di sistemi e di trading plan, molti sono validi ed usano concetti noti come Murrey Math, Market Profile, Fibonacci, Pivot ed altri indicatori, mentre la mia strategia si avvicina di più a quella usata sul Floor dai Pit Traders.
Se avrete la pazienza di seguirmi, avrò modo di spiegarla nel dettaglio più avanti.
PER TUTTI I NUOVI TRADERS
Non operate con denaro reale fin quando non avrete testato che la vostra strategia funziona almeno nel 70% dei casi e voi siete in grado di seguirla con puntualità. Fate paper trading giorno dopo giorno, fin quando non vi sentirete fiduciosi nel metodo. Rivedete tutte le operazioni fatte alla fine della sessione e riconsideratele sulla base del trading plan e di ciò che è avvenuto in real time.
Per avere successo e consistenza voi DOVETE avere un piano d’azione che funzioni e nel quale voi credete ciecamente, perché,è bene che lo sappiate, avrete giorni ottimi, nei quali guadagnerete e duri nei quali perderete, quindi solamente non avendo paura di prendere il prossimo trade, vi farà diventare dei buoni traders.
Questo è quello che fa, nel mio caso, il trading plan. La cosa forse negativa è quella che per seguirlo bisogna rimanere concentrati sul chart, senza distrazioni e quella che, di fatto, non può essere backtestato, se non riguardando, alla fine della sessione, le operazioni eseguite ed i setups generati.
LEGENDA:
DB – Double Bottom
DT – Double Top
HH – Higher High
HL – Higher Low
LL – Lower Low
LH – Lower High
SR – Support or Resistance
SUP – Support
RES - Resistance
PB – Pull-back
IL TRADING PLAN
Quello che un buon trading plan dovrebbe fare (ed è quello che succede nel mio caso) è conoscere, ogni giorno, prima che una nuova sessione inizi:
1. Perché iniziare
un trade.
a) Short setups
i. Area di resistenza
ii. Doppio massimo
iii. Massimo decrescente (high failure).
iv. Pullback.
b) Long setups
i. Area di supporto
ii. Doppio minimo
iii. Minimo crescente (low failure).
iv. Pullback.
2. Dove posizionare gli stop.
a) Short stops
i. 1 tick al disopra del massimo precedente.
b) Long stops
i. 1 tick al disotto del minimo precedente.
c) Breakeven stops
i. Una volta raggiunto il primo target, si muove lo stop a brekeven
+ 1 tick.
3. Dove posizionare i target (si consideri
come esempio S&P500 Future)
a) Primo Target
i. 4 tick di profitto.
ii. Uscita con 1 lotto.
b) Secondo Target
i. 6/8 tick di profitto (dipende dalla velocità del movimento).
ii. Si esce con la metà della posizione in caso di contratti multipli.
c) Terzo Target
i. Posizioni lunghe, si esce al primo swing high.
ii. Posizioni corte, si esce al primo swing low.
iii. Si esce, comunque, laddove sia chiara un’inversione del trend (si
può anche usare un indicatore come Bollinger o medie mobili).
4. Quando è necessario lo stop &
reverse
a) Ogni volta che il mercato genera un setup nella direzione
opposta.
Il mio trading plan è molto semplice, quasi elementare, e qualcuno potrebbe pensare che non funzioni, ma non è così.
E’ una metodologia consistente sessione dopo sessione e su ogni tipologia di mercato e time frame. Perché funziona? Perché si basa sull’analisi del price action, cioè dai movimenti che il prezzo forma, determinato esclusivamente dall’azione dei compratori e venditori. Il grafico è quello che serve per capire cosa sta accadendo e quello che potrebbe accadere.
E’ necessario concentrarsi solo sul chart. La corretta lettura ed interpretazione è in grado, da sola, di darvi la direzione del mercato e di dirvi quando essa sta per cambiare. Nessuno metterebbe a repentaglio il proprio denaro basandosi su supposizioni. Tutto è nell’azione del prezzo ed imparando a capirne il movimento direttamente dal grafico, può, nella maggior parte dei casi, posizionarci nel giusto verso.
Quello che bisogna fare è concentrarsi sul chart, i massimi ed i minimi, le formazioni di doppi massimi/minimi, supporti e resistenze. Tutto è rappresentato sul grafico.
Ciascuno può decidere di utilizzare il setup che preferisce.
Se avete dubbi sulla consistenza di un certo setup, non prendete posizione ed aspettate il prossimo che, magari, può presentarsi in maniera più convincente. Se, ad un certo punto della giornata, vi sentite confusi, abbandonate la seduta e rilassatevi, uscendo e riordinando le idee. Tornate solamente quando vi sentirete meglio. Il mercato vi offrirà sempre, in qualsiasi momento, nuove opportunità.
MONEY MANAGEMENT
Il money management definisce con quanti lotti entrare nel mercato, basando la scelta sul rischio da assumere per ogni trade. L’ampiezza dello stoploss, in rapporto al numero dei lotti è il tuo “rischio per trade”. Non dimenticarti dello slippage, perché in alcune circostanze la volatilità del mercato non permetterà stoploss puntuali. Pianifica con attenzione il money management prima di iniziare la tua attività.
STOPLOSS
Utilizzare lo stoploss è fondamentale per ognuno che voglia sopravvivere in questo business. Conosco traders che non usano stoploss, ma credo sia un grosso errore.
Personalmente uso lo stoploss in questo modo.
Nel caso di una posizione lunga, piazzo sempre lo stoploss appena sotto il minimo. Per esempio sul test del livello di 1400 il prezzo forma un doppio minimo; inizio una posizione lunga e metto lo stoploss 3 o 4 ticks sotto 1400.
Se il mercato colpisce il mio stop, preferisco uscire dal trade per il semplice motivo che il minimo precedente non è più tale, mentre il precedente massimo non è stato superato. Questo significa che sono dalla parte sbagliata. Lo stesso esempio è valido per posizioni corte, con la differenza di piazzare lo stop sopra il massimo.
Una volta raggiunto il primo target a 4 ticks, muovo il mio stop a breakeven + 1 tick e chiudo 1 lotto (nel caso di posizioni multiple).
Al raggiungimento del secondo target di 6 o 8 ticks, liquido la metà della posizione. A questo punto si può anche usare un trailing stop.
La rimanente posizione si chiude quando il mercato mostra evidenti segni di esaurimento del movimento (su un supporto o resistenza ad esempio),
PRICE ACTION
Che cos’è il Price Action?
E’ il prezzo dove s’incontrano i compratori ed i venditori.
Che cosa mostra il Price Action?
Mostra il punto di equilibrio tra domanda ed offerta ed i livelli di supporto e resistenza che si sono determinati dall’incontro di compratori e venditori, ma, ancora più importante, mostra chi e perché è in controllo del mercato. Le configurazioni che vediamo sul grafico ci stanno dicendo esattamente ed in real time proprio questo. Ricordate che i grafici sono solamente la rappresentazione di quello che avviene sul mercato tra compratori e venditori. Null’altro.
In molti dicono di non usare il Price Action, ma se guardano un grafico ed usano indicatori come Pivot o Market Profile, o Fibonacci, stanno in realtà usando il Price Action.
Il Price Action è, per me, la cosa più importante nel trading.
Non si potrebbe fare questa attività senza di esso. Non c’è cosa che abbia più valenza che imparare ad interpretare il movimento del prezzo e, una volta fatta, potrete trovarvi tra il 10% di quelli che guadagnano in maniera consistente in questo campo.
Abituatevi a guardare ogni livello di prezzo, se preferite time frame superiori concentratevi su di essi, ma ricordatevi di fissare chiaro il vostro trading plan.
LIVELLI DI SUPPORTO E RESISTENZA
I livelli di supporto e resistenza sono rappresentati da massimi e minimi. Alcuni sono più significativi di altri. Quelli più forti sono quelli dove ci si aspetta che il mercato termini la tendenza, tuttavia questo può accadere anche su livelli che consideravamo meno forti.
Supporti e resistenze si creano e si rinnovano continuamente.
Per seguire l’azione dei compratori e venditori, bisogna concentrarsi sul prezzo e conoscere in anticipo i livelli di supporto e resistenza dove, nel 90% dei casi, accadrà qualcosa. Bisogna essere pronti ad agire su questi livelli capendo chi ha il controllo del mercato e comportandosi di conseguenza.
Personalmente uso Doppi massimi e Doppi minimi e Massimi crescenti e Minimi decrescenti e identifico supporti e resistenze sui miei grafici a 16 e 110 ticks. Ricordate che questi livelli rimangono tali fin quando non vengono superati. Imparate a riconoscerli e diventerete ottimi traders.
LONG SETUPS
Come detto, entro con una posizione in acquisto:
1. Su un area di supporto.
2. Su un doppio minimo.
3. Su un minimo crescente.
4. Su un pullback.

Un long setup si considera forte quando i venditori, inizialmente spingono il mercato verso un supporto ma non riescono a romperlo. Successivamente il prezzo torna indietro e crea un nuovo massimo. Il successivo pullback crea un minimo crescente oppure un doppio minimo. Il setup è forte, perché i compratori hanno preso il controllo nella prima fase quando il mercato non ha penetrato il supporto, poi hanno spinto il mercato ad un nuovo massimo ed i venditori non hanno avuto la forza di spingerlo verso il basso, creando un doppio minimo (o un minimo crescente).
Stabilito il setup, si entra nel mercato nei seguenti casi:
1. Sul supporto iniziale.
2. Quando il prezzo supera il precedente massimo.
3. Quando il prezzo crea un doppio minimo o minimo crescente.

Un long setup si considera debole:

SHORT SETUPS
Si entra con una posizione in vendita:
1. Su un area di resistenza.
2. Su un doppio massimo.
3. Su un massimo decrescente.
4. Su un pullback.

Un forte short setup è esattamente l’opposto del long, quando i compratori, inizialmente spingono il mercato verso una resistenza ma non riescono a romperla. Successivamente il prezzo torna indietro e crea un nuovo minimo. Il successivo pullback crea un minimo decrescente oppure un doppio massimo. Il setup è forte, perché i venditori hanno preso il controllo nella prima fase quando il mercato non ha penetrato la resistenza, poi hanno spinto il mercato ad un nuovo minimo ed i compratori non hanno avuto la forza di spingerlo verso l’alto, creando un doppio massimo (o un massimo decrescente).
Stabilito il setup, si entra nel mercato nei seguenti casi:
1. Sulla resistenza iniziale.
2. Quando il prezzo penetra il precedente minimo.
3. Quando il prezzo crea un doppio massimo o massimo decrescente.
Uno short setup si considera debole:


Esempi pratici:
Inizio una posizione long da un’area di supporto, oppure un doppio minimo, o un low failure (configurazione nella quale il mercato non riesce a fare un nuovo minimo e genera un massimo superiore). In alternativa si può attendere un pullback, o, nel caso di un nuovo massimo si può attendere un higher low oppure un doppio minimo. Quest’ultimo è un setup molto forte perché suggerisce che i compratori hanno il controllo del mercato (dimostrato dal nuovo massimo e dall’impossibilità di scendere sotto il precedente minimo).
Inizio una posizione short su un doppio massimo ad un livello di resistenza, oppure massimo decrescente o high failure (configurazione nella quale il mercato non riesce a fare un nuovo massimo e genera un massimo inferiore). In alternativa si può attendere un pullback, o, nel caso di un nuovo minimo si può attendere un lower high oppure un doppio massimo. Quest’ultimo è un setup molto forte perché suggerisce che i venditori hanno il controllo del mercato (dimostrato dal nuovo minimo e dall’impossibilità di salire sopra il precedente massimo).
I venditori stanno prendendo il controllo del mercato sul livello di resistenza e spingono il mercato verso il basso fino ad un nuovo minimo. Il mercato torna indietro ma i compratori non hanno la forza per spingere il mercato su nuovi massimi. Questa è la situazione tipica nella quale il mercato è chiaramente dominato dai venditori.
I compratori sono in controllo, spingendo il mercato fino alla resistenza. Si potrebbe tentare una posizione short, tuttavia il rischio è elevato perché non c’è ancora stato un high failure che sarebbe il segnale che i compratori stanno perdendo forza, quindi il mercato potrebbe risalire ad un nuovo massimo in qualsiasi momento.
I compratori controllano il mercato e sul pullback non c’è alcun lower low, tuttavia sul retest, il mercato fa un doppio massimo o un massimo inferiore, segnale di perdita di forza dei compratori. Questo non significa che i venditori siano in controllo, perché bisogna attendere un minimo inferiore al precedente per poterlo stabilire, ma il mercato potrebbe fare un nuovo massimo in qualsiasi momento. Pur non essendo un setup perfetto, potrebbe, comunque essere considerato un valido sell setup in virtù del doppio massimo e del lower high.
Un esempio di debole long trade setup basato su EMini. Il mercato fa un massimo a 1400 e poi un pullback di 1.5 punti, poi torna verso il minimo ma si ferma ad un higher low che può essere considerato un (debole) long setup. Quindi si potrebbe entrare a 1398.50 per target a 1400. Se il mercato non dovesse ritestare il massimo a 1400, bisogna essere pronti ad aprire una posizione short perché sarebbe il segno che il controllo sta passando nelle mani dei venditori.
Un esempio di forte long setup con EMini che fa un nuovo minimo a 1398 con precedente massimo a 1400. Sul pullback si registra un nuovo massimo a 1401 e successivamente un minimo crescente (o un doppio minimo). In questo caso è piuttosto evidente che i compratori stanno prendendo il controllo del mercato perché i venditori non riescono a spingere il prezzo verso nuovi minimi. Si prende, quindi, una posizione lunga con primo target a 1401.
Esempio di short setup. Il mercato fa un massimo a 1410 ed un pullback a 1408. Il prezzo torna verso 1410 ma il massimo non viene superato e si forma un lower high o un doppio massimo. Questo è uno short setup piuttosto debole in quanto non abbiamo la percezione che i venditori siano in controllo, quindi il target è a 1408, pronti, però, a rigirare la posizione nel caso non si raggiungesse o penetrasse tale livello.

Esempio di forte short setup. Mercato ad un massimo a 1410 con il minimo precedente a 1408. Nel pullback il prezzo scende a 1407. Nel tentativo di ritestare i massimi, il mercato non sale sopra 1410 e si crea un doppio massimo o un massimo decrescente. I venditori sono in controllo e quindi apriamo una posizione short con target a 1407.

Come regola generale, su qualsiasi movimento veloce che si fermi su un supporto o resistenza e faccia un pullback, bisogna tentare di entrare sul mercato ed uscire sul retest del supporto o resistenza.
SEGUIRE IL TREND
Ogni volta che il mercato genera massimi crescenti e minimi crescenti (o viceversa), il mercato può essere considerato in trend.
La strada più semplice per seguirlo è quella di restare il più a lungo possibile nel mercato, muovendo gli stop, fin quando non c’è una forte evidenza di cambio di tendenza o di passaggio di controllo.
Personalmente, spesso esco sui pullback per rientrare sui test di supporti e resistenze, fino a quando non considero il trend esaurito (high/low failures).
Immaginiamo un movimento di 10 punti con quattro pullbacks da 1.5 punti. Nell’ultimo movimento rialzista il mercato ha raggiunto 782 ed è risceso sino a 780,50. Il prezzo prova a risalire verso 782, ma non sale oltre tale livello, creando un doppio massimo o un massimo decrescente. Se, nella discesa, il prezzo dovesse penetrare un precedente minimo, si avrebbe la conferma che i venditori stanno prendendo il controllo del mercato ed il trend si è esaurito.
Immaginiamo una posizione lunga, iniziata su un doppio minimo a 1396. Il mercato risale sino al precedente massimo a 1400 e noi rigiriamo la posizione mettendoci short. Se il mercato non riesce a penetrare il minimo, creando un minimo crescente, questo è un segnale che i venditori non hanno il controllo e che pertanto dobbiamo rigirare ancora la nostra posizione. Se il mercato rompe il livello di 1400 sarà la conferma che siamo nella giusta posizione. Siamo ora ad un nuovo massimo a 1403, con successivo pullback a 1401. Quello che avremmo potuto fare è ricomprare su ogni pullback fino all’esaurimento evidente del trend, determinato da un doppio massimo o massimo decrescente.
La mia regola (su un trend rialzista) è quella di comprare su ogni pullback fino a un massimo decrescente, dove inizio una posizione short, viceversa in caso di trend ribassista. Con ogni probabilità nei pullbacks il prezzo si fermerà in corrispondenza di supporti e resistenze.
Nel caso di movimenti improvvisi e veloci, (situazioni di upmove), scelgo spesso di vendere sui pullbacks per ricomprare e ritestare i massimi, questo perché se ci si trovasse in una situazione di nuovo trend mi troverei nella posizione corretta. Viceversa nel caso di downmove. In linea di massima questa è la strategia che scelgo ogni volta che il mercato effettua movimenti veloci su notizie o altre specifiche ragioni di elevata volatilità.
Capita spesso anche di entrare in posizione con più lotti e scalare in/out le uscite su supporti e resistenze.
USCIRE DAL TRADE
Questa è la parte più difficile per la maggior parte dei traders. Alcuni preferiscono uscire da posizioni lunghe sui massimi precedenti, oppure su resistenze, altri optano per uscite legate a crossover di medie mobili (10 o 2 periodi), oppure sulla linea mediana delle Bollinger Bands. Ognuna delle metodologie ha una sua validità. Per esempio, io preferisco spesso non aspettare pull back superiori a 4 punti, ma piuttosto uscire e rientrare con minor stress.
Le principali ragioni per uscire da una posizione sono:
1. Il mercato non arriva al primo target.
2. Il successivo supporto/resistenza.
3. Il mercato mostra evidenti segni d'inversione prima che uno dei target venga raggiunto.
TRADING SULLE NOTIZIE
In caso di news che muovano il mercato up di 4 o 6 ticks, solitamente vendo il pullback ed attendo il retest dei massimi per aprire una posizione long. Questo perchè, se questo movimento è l'inizio di un nuovo trend sono già nella corretta posizione, altrimenti, se si trattasse di un doppio massimo o high failure posso shortarmi perchè significherebbe solamente che siamo in presenza di una reazione alle notizie.
TRADING SU MERCATO LATERALE
Uso generalmente una forma di scalping con 2 ticks come primo target con la metà della posizione, lavorando poi su supporti o resistenze per chiudere la metà restante.
STOP & REVERSE DELLA POSIZIONE
In caso non si raggiunga il massimo precedente (posizione long) e si crei un massimo decrescente, questo potrebbe essere un segnale d’inversione perché i venditori stanno assumendo il controllo del mercato ed i compratori non riescono a spingere il mercato più su. Laddove il mercato scenda fino ad un precedente minimo, ma non riesca a penetrarlo, questo può essere considerato un segnale d’inversione.
In generale, ogni volta che ci si trova in situazioni di higher/lower failure o doppi minimi/massimi, questi rappresentano livelli nei quali è possibile invertire la propria posizione.
Facciamo l’esempio di un trend rialzista dove abbiamo massimi e minimi crescenti. Arrivati ad una forte area di resistenza il prezzo fa un doppio massimo. A questo punto prendiamo una posizione short. Dopo un ribasso di 6 ticks il mercato inizia a tornare indietro. Il mio primo target di 4 ticks è stato raggiunto, ma rigiro la posizione, in attesa di un retest del massimo precedente, perché mi rendo conto che i compratori hanno ancora il controllo del mercato, in quanto non è stato penetrato il minimo precedente, .
GRAFICI
Non c’è una regola fissa nella scelta del miglior (migliori….) grafici da utilizzare e ciascuno può decidere di scegliere quelli con i quali si sente più a suo agio. Personalmente utilizzo (anche troppi…) charts:
Tick charts – 16-28-110-377-777 (considero il 110 ticks il mio grafico principale).
Minute charts – 5-30-60-240.
Uso il 16 ticks per vedere il comportamento del mercato su supporti e resistenze, e per capire se il mercato può subire un'inversione.
Utilizzo il 10, 30, 60 e 240 minuti per determinare supporti e resistenze sui massimi e minimi.
E’ molto importante utilizzare un indicatore che mostri linee di supporti e resistenze di breve/medio e lungo termine per identificare la formazione di eventuali reversal o pullback.
Per livelli secondari di supporto e resistenza uso il 16 e 110 ticks in congiunzione con il 377 e 777 ticks. Importanti sono i livelli sul grafico a 240 minuti per determinare principali supporti e resistenze.
Ciascuno deve trovare il time frame che preferisce, in rapporto alla propria personalità ed al mercato sul quale opera.
INDICATORI
Pur non essendo strettamente necessari per tradare il price action, ciascuno può utilizzare quelli con i quali si trova più in sintonia, in special modo per individuare eventuali divergenze, o utilizzare delle medie mobili per rendere più oggettiva un’eventuale entrata.
La cosa importante è sempre quella di stabilire il trend principale in un grafico con time frame maggiore.
COME PREPARARSI AD UNA GIORNATA DI TRADING
Ogni mattina, prima di iniziare, è necessario avere chiari in mente i seguenti punti:
1. Identificare sul grafico con il time frame maggiore, i livelli di supporto e resistenza.
2. Ripassare mentalmente il proprio trading plan per poterlo seguire in maniera puntuale.
3. Verificare (nel caso di mercato overnight) il range del prezzo e dove si trova rispetto ai principali livelli di supporto e resistenza.
4. Il mercato è in uptrend o downtrend?
Se il mercato è in trend, attendete un pullback per entrare in posizione, altrimenti se vi trovate al top o bottom di un trading range, attendete un eventuale retest con high/low failure, oppure un breakout.
Preparatevi ad agire immediatamente sulla base di queste informazioni, in rapporto ai grafici che avete scelto di utilizzare.
TRADERS INESPERTI
Grafici
1. Usate il 777-377-110-16-28 ticks charts:
Il 777-377 ticks servono per determinare la direzione ed i supporti resistenze.
Il 110 ticks è il grafico sul quale si identificano i patterns (doppi massimi/minimi, high/low failure). Potete aggiungere una media mobile semplice a 15 periodi.
Il 16 e 28 ticks è il chart per operare. Potete usare una media a 10/20/30 periodi oppure 15/30/45 periodi.
Trades
1. Sul grafico a 110 ticks identificate i patterns che si generano in corrispondenza di supporti e resistenze. Cercate conferme su time frames superiori per identificare questi livelli.
2. Iniziate una posizione nella direzione del trend stabilito sul 110 ticks (o superiore se preferite). Potete considerare posizioni in controtendenza solamente se identificate patterns su time frames superiori.
3. Quando identificate un setup sul 110 ticks, spostatevi sul 16-28 ticks per entrare in posizione.Usate il crossover della media mobile a 10/15 periodi per conferma del trade.
4. Sul grafico a 110 ticks rimanete in posizione fino a quando il prezzo non crossa la media a 15 periodi.
Raccomandazione:Non utilizzate le medie mobili come semplici crossover per entrare in posizione senza qualificare il cross con i patterns che abbiamo presentato. Il crossover a se stante può essere usato solamente per determinare l'uscita e permettere di rimanere il più a lungo possibile nel mercato.
Utilizzate un indicatore che mostri linee di supporto e resistenza e regolatevi su stop non particolarmente ampi.
RISORSE TECNICHE
Per utilizzare al meglio questa metodologia è consigliabile il seguente equipaggiamento:
1) Due PC (il meglio che potete comperare), con almeno 2 monitor ciascuno.
2) Una connessione ADSL (la più veloce ed affidabile possibile).
3) Una piattaforma di chart ed un datafeed di provata affidabilità.
4) Una seconda piattaforma di chart e datafeed come backup.
5) Due accounts con il broker, uno operativo e l’altro di backup, nel caso di crash.
6) Un posto tranquillo dove fare trading senza essere disturbati e ……una buona poltrona….per stare seduti.
CONCLUSIONI
I supporti e le resistenze sono fatti per essere oltrepassati, quindi se ne creano di nuovi in continuazione. Assicurati di avere un indicatore che sia in grado di mostrarteli continuamente.
Non preoccuparti nel caso il mercato non si comporti sempre come tu hai previsto, l’importante è che tu segua SEMPRE il tuo trading plan. Non effettuare operazioni sull’onda dell’emozione, ma chiediti sempre il perché lo fai ed esamina attentamente le condizioni del mercato.
Nel mio caso, con l’applicazione, seguendo il mio piano, riesco a prendere la decisione più giusta nell’80/90% dei casi. Nelle rimanenti circostanze non è il mio piano ad essere sbagliato, ma io stesso che non l’ho seguito nella maniera corretta, cercando di dare una diversa interpretazione a quello che vedevo nel chart oppure non tenendo in considerazione chi realmente aveva il controllo del mercato. Quello di cui semplicemente abbiamo bisogno e che più conta, è che il mercato abbia i suoi movimenti e che noi siamo in grado di seguirli, giorno dopo giorno.
Il trading ha solo due direzioni, buy e sell. Noi vendiamo i top sulle resistenze e compriamo i bottom sui supporti. Anche in situazioni di sideway, in realtà possiamo individuare supporti e resistenze. Nonostante tutto, in realtà è piuttosto semplice e la pratica è quella che può farti prendere confidenza con il metodo.
E’ impossibile che io possa insegnarvi con assoluta certezza se un supporto o una resistenza terranno, ma voi, con l’applicazione quotidiana, sarete in grado di acquisire la vostra sicurezza e capire, con la pratica, chi ha il controllo del mercato, se siamo in una situazione di trend o se si è generato un reversal.
Questo è tutto quello che posso dirvi sul trading, su supporti, resistenze, massimi e minimi. Sul mercato ci sono compratori e venditori ed il solo segreto sta nel capire, in qualsiasi momento, chi ha il controllo della situazione e comportarsi di conseguenza. Del resto i grafici sono uguali per tutti, la differenza sta solamente nel come ognuno li sa leggere.
Sperando che quanto scritto possa esservi d’aiuto.
DON L BAKER
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